L’ antica “Trattoria Bacco”di Furore, aperta nel 1927 da nostro nonno Raffaele Ferraioli,  prepara i “Vermicelli ( e non gli Spaghetti!) a vongole” fin dalla nascita, che risale a circa novant’anni fa.
Precisiamo che il termine corretto da usare è “Vermicelli”. Non a caso  nel gergo napoletano si dice ”Vermecielle cu’ e Vongole”. Il termine “spaghetti” è, invece, italiano ed è stato riportato per la prima volta nel 1819 dal Dizionario delle Lingua Italiana del Tommaseo.
Da noi questo piatto lo prepara con rara perizia Erminia Cuomo, su antica ricetta, che prevede l’uso di pochi ma insostituibili pomodorini del piennolo, capaci di conferire profumi aggiuntivi ai frutti di mare e, soprattutto, di fare da spugna e di assorbire tutti gli aromi dei frutti di mare quando si aprono.  Si può addirittura fare a meno delle vongole e preparare il famoso “Vermicielle cu’ ‘e vongole fujute”, che sa di mare pur in assenza delle vongole e che è un monumento della cucina cosiddetta povera.
Di fronte a questo piatto il grande Raffaele Viviani, nostro ospite abituale durante le sue gite domenicali  “fuori porta”, in una bellissima poesia dedicata a Nonno Raffaele, ebbe a esclamare:…”’Nu piatto ‘e vermecielle ca par’ oro!”
Trattasi, in ogni caso, del piatto simbolo della Vigilia di Natale nella tradizione napoletana, quando i pomodorini risultano disidratati al punto giusto e, liberati dai semi, fanno da cuscino alle vongole.

it_IT