Hostaria di Bacco

Fiordo di Furore

La cosa che più vi affascinerà del "Paese che non c'è" è sicuramente la spiaggia del Fiordo: una profonda fessura nella roccia formata da un torrente, lo Schiato, che scende a picco dal bordo dell'altopiano di Agerola.

Il mare esce fuori dalle montagne dando vita ad una piccola baia che piò essere raggiunta via mare o attraverso un sentiero di trekking.
Potrete trovare barchette di pescatori e un piccolo borgo marinaro dove ancora potrete sentire i racconti della tormentata storia d'amore tra Roberto Rossellini e Anna Magnani.


Tra le scalinate della spiaggetta nel 1948 Roberto Rossellini girò con Anna Magnani l’episodio centrale del film Amore: la storia di una pastorella che, rimasta incinta, è convinta di partorire una divinità.
I due si innamorarono del Fiordo e comprarono due monazeni, le casette dei pescatori sulla spiaggia denominate poi “Villa del Dottore” e “Villa della Storta”. 

Villa della Storta accoglie il museo permanente dedicato ad Anna Magnani. Secondo quanto si apprende dai fatti, durante le riprese del film "L' Amore", cominciarono ad arrivare la prime lettere di Ingrid Bergman che chiedeva un incontro con il regista scatenando la gelosia della Magnani.
Si racconta che proprio qui alla “Trattoria Bacco” l'attrice lanciò addosso al regista un piatto di spaghetti. Dopo la separazione da Roberto Rossellini, Anna Magnani non fece più ritorno a Furore e regalò la sua casa al vecchio custode.

Il porto naturale oggi sembra un museo a cielo aperto dove si sente ancora il vociare dei mercanti che vi approdavano, protagonisti dei fiorenti traffici via parte della Costiera Amalfitana.

Il Fiordo di Furore in passato ospitava opifici nei quali si lavorava la carta, scendendo a valle si trova ancora l’antico spanditoio dove veniva asciugata. Tra le altre attività importanti per l’economia locale vi era la molitura del grano.

Il catasto carolino compilato nel 1752 ha fatto emergere molte notizie storiche sul Fiordo di Furore che, per quanto riguarda l’agricoltura, era considerato un posto inospitale e caratterizzato da terreni poco produttivi.
si svela agli occhi del viaggiatore senza troppi segreti: uliveti, vigneti, limoneti, maioliche che brillano sotto la luce del sole e ancora macchia mediterranea, tra l’azzurro del cielo inghiottito dal mare.

La spiaggia del Fiordo è molto piccola (circa 25 metri) e si accede attraverso un percorso nella roccia che parte dal ponte sul fiordo sulla Statale Amalfitana.

Tutti gli anni, nella prima settimana di Luglio, si tiene una gara internazionale di tuffi dalle grandi altezze che raggiungono la massima altezza con il salto dal ponte a 28 m. dal mare.


Il Fiordo invita al silenzio e alla riflessione. Lontano dalla mondanità tipica di alcuni comuni della Costiera Amalfitana si può ancora sentire l’alito leggero di qualche ninfa innamorata che si nasconde tra le rupi.