Hostaria di Bacco

Sapori sospesi tra cielo e mare


by Franco D'Amico • 1 giugno 2014 • 0 Comments
Il Paradiso può attendere, il baccano e il traffico non abitano da queste parti. Stiamo parlando del territorio di Furore, dai panorami mozzafiato in un contesto naturale di rara bellezza, dove è situata l’Hostaria Bacco, nata negli anni ’30 nel periodo che fu costruita la strada che collega Agerola ad Amalfi, con cui la famiglia di Raffaele Ferraioli ed Erminia Cuomo ha contribuito alla valorizzazione di questo borgo con le case sospese sull’infinito.

FURORE UNA FINESTRA SULL’INFINITO

Ci sarà stato pure un motivo perché gli Dei hanno eletto a propria dimora questi luoghi. Sentieri impervi che si dirigono giù al Fiordo e in altre direzioni, terrazzamenti dove il contadino furitano è padrone ed eroe di colture inimitabili, panorami tra cielo e mare mozzafiato, caseggiati e chiese arabeggianti arroccate e rinchiuse nella loro invisibilità contraddistinguono Furore e la Divina Costiera da chiunque altro luogo al mondo.

Conosciuta sin dall’epoca romana, tra scorribande saracene e guerre, laddove le sirene facevano capolino all’isolotto Li Galli, scrittori e poeti ne hanno decantato i luoghi incantati, esaltando la figura della “volpe pescatrice”. Pagine di storia e cultura si sono susseguite nel tempo insieme ai grandi attori del cinema che hanno animato la Costiera Amalfitana, allorquando Rossellini e la Magnani avevano persino dimorato giù in un “magazeno” del Fiordo di Furore, durante la loro affascinante storia d’amore, risalendo al fresco dell’Hostaria Bacco per rifocillarsi da Donna Letizia.

Il borgo, dove cercare il nugolo di case intorno ad una piazza è utopia, è divenuto nel corso dell’ultimo secolo un paese che c’è, grazie al risanamento continuo attuato da Raffaele Ferraioli, tuttora, da 34 anni, sindaco di questa bella realtà, con cui ha contribuito alla nascita di pregevoli iniziative facendolo diventare paese-albergo. I Muri dipinti da artisti qui convenuti da ogni parte del mondo, il Premio di Giornalismo, sono solo una parte di un’opera in continua evoluzione che ha fatto “crescere” il Borgo tra i più belli d’Italia, traendolo fuori dall’antico isolamento tracciato da ben più note località come Amalfi, Positano e Ravello.

LA CUCINA DI ERMINIA TRA TRADIZIONE E QUALITA’

Furore è incastonato tra i tornanti a strapiombo sul mare del Fiordo omonimo, tra natura incontaminata, terrazze vitate a pergolato, olivi, castagni e fico d’india, che vivono insieme alle colture di pomodori, patate e ortaggi montani, rappresentando le tipicità naturali del posto. Giunti all’Hostaria Bacco vi troverete in un hotel speciale, con all’esterno due terrazze e un solarium, le sale arredate in stile sobrio e un giardino con pergolato, un ampio parcheggio. Ogni camera ha un nome che evoca ricordi, emozioni, come “Lazzarella, Russulella, Reginella, Maruzzella….”. La visione dai terrazzi e dai balconi ti confonde con l’infinito del mare, irraggiungibile, ma sono i sapori e i profumi che provengono dalla cucina a racchiudere una vacanza che merita il viaggio.

Donna Erminia, simbolo della quarta generazione di Bacco, ai fornelli viene collaborata da un valido staff, in particolare il suos chef Pietro Cuomo, mentre in sala e all’hotel vi sono gli altri due figli Domenico e Letizia Ferraioli a fare gli onori di casa. Nel menù piatti di stagione, autentici e sapienti, intervallati da pietanze integrate da materie prime provenienti dall’area montana e dalla costa sottostante, nel novero delle ricette di antica tradizione, pregevoli e curate con attenzione, con l’inserimento dei prodotti del territorio come il Provolone del Monaco, la pasta di Gragnano e altri derivati dai migliori Presidi Slow Food della Campania, con la Colatura di Alici di Cetara, il Conciato Romano dall’Alto Casertano, i Ceci di Cicerale i Fagioli di Controne, il Cacioricotta di Gioi Cilento, ecc…pronti per la prossima cena dell’Alleanza dei Cuochi, prevista in giugno.

CAMPANIA FELIX ECCELLENZE IN TAVOLA

Antipasti con prodotti provenienti dalla vicina Agerola e dal Cilento per i gusti montani, interessanti i salumi e i formaggi realizzati da contadini locali, con l’innesto di sapori marini provenienti dal pescato giornaliero fornito dai pescatori del Fiordo, come i fragranti crostini con alici al trito di cipolla ed EVO cilentano, sapori unici.

Tra i primi, con pasta fatta in casa, i Cavatelli con le foglie di capperi, gli ‘Ndunderi con i pomodorini, oppure i Ferrazzuoli con trito di tonno affumicato, o gli Scialatielli con i frutti di mare imperdibili, infine la pasta al pomodorino invernale, con “piennulo maturato al sole tra i caseggiati antichi del paese. Ricette genuine e gustosità contadine, essenziali, senza mode o ricercatezze, ma proposte che ci riportano alla riscoperta di aromi e sapori antichi della cucina del territorio furitano, correlati alle stagioni e al mare, recuperandone la memoria e le tradizioni come la “Colatura di Alici” secondo Erminia, un piatto esclusivo, di fattura artigianale ma raffinato.

IL PESCE FUJUTO AL CONCIATO – L’EQUILIBRIO

L’ultimo arrivato, il Conciato Romano viene da subito sottoposto ad interrogatorio con gli spaghettoni caserecci al “pesce fujuto”, un’esperienza dei sapori indescrivibile. Il Conciato stagionato viene grattugiato sui pomodorini del piennolo furoresi, che alla cottura dissolvono profumi e sapidità marine derivate dalla chimica della natura, a causa della nebbiolina mattutina che dal Fiordo sale sino a Furore, dove sono in maturazione i “piennuli”, che così intrisi delle molecole di acqua di mare donano al gusto sensazioni quasi salmastre.

I secondi ci hanno accompagnato con pietanze di mare, favoriti dalla disponibilità del momento, e dalla voglia di gustare dei piatti originali come il “must” indimenticabile di “totani e patate”, che è il vero cavallo di battaglia dell’area, un intreccio di profumi contadini e di mare, o la notevole zuppa “imperiale” con cocci, gallinelle e scorfani che bisogna prenotare almeno il giorno prima, poi il fritto giornaliero fragrante e profumato, oppure il pesce in cartoccio e tante altre proposte.

Le carni sono provenienti da piccoli allevatori dell’area montana di Agerola, nota per la qualità dei pascoli e luogo ameno di villeggiatura, in particolare durante il periodo estivo.

I VINI DELLA COSTA D’AMALFI DI MARISA CUOMO

In abbinamento, con la vasta scelta di vini in carta che predilige il territorio campano, ma anche internazionale, abbiamo optato senza ombra di dubbio per le etichette di famiglia, con la Cantina di Marisa Cuomo e Andrea Ferraioli, precursori della DOC Costa d’Amalfi da oltre 30 anni, con l’omonima Cantina da cui abbiamo estratto per i bianchi, il Furore e Ravello e, con il brindisi quasi da meditazione insieme ad Andrea Ferraioli, il Fiorduva che raccoglie tutto l’insieme dei profumi della costa e l’espressione di una gamma variegata di colori. Poi il gradevole Rosato o il rosso sulla zuppa con la tipologia Furore o Ravello, coltivati in zone contigue e figli della stessa terra. I vitigni autoctoni che allignano nel ristretto spazio dei terrazzamenti, su appositi pergolati costruiti con pali di castagno (puntilli in verticale, travierzi e curreturi in orizzontale), fanno si che le varietà bianche di Ripoli, Fenile, Ginestrella, Bianca Zita, nonché Pere ‘e Palummo, Aglianico, Serpentaria e Tintore tra i rossi, rappresentino al meglio la nostra Campania nel calice, rendendone il sorso esclusivo.

Tra i dolci, la preparazione delle Cicale di Furore a base di pasta di mandorla, favolosi i tozzetti della chef intrisi di crema di vino rosso, poi altre tipicità della Costiera Divina ed infine il classico sorbetto al limone, o il “Nanassimo” rosolio ai fichi d’india, preparati con quelli originali del posto, a conferma dell’attenzione riposta dalla famiglia Ferraioli nella difesa della cultura enogastronomica, che ne ha sviluppato nel tempo il lato migliore per il piacere di vivere e per l’accoglienza agli ospiti, offrendo il meglio che la natura può dare, contrastando così la deturpante opera dell’uomo che incombe imperitura.

Bacco Furore – via G. B. Lama n. 9 Furore (SA). Tel. 089/830360 info@baccofurore.it

Come arrivare: lasciare la Napoli-Salerno a Castellammare di Stabia e proseguire in direzione di Gragnano – Agerola, quindi di Furore. Da Amalfi in direzione Positano e viceversa, sino al bivio che indica Agerola.

Franco d'Amico