Hostaria di Bacco

Luciano Pignataro Wineblog

"Guida ai sapori della Campania" - La Repubblica

All'Hostaria di Bacco a Furore (SA) il Premio Idealeamico dell’Associazione Collezionisti del Piatto del Buon Ricordo

All'Hostaria di Bacco a Furore (SA) il Premio Idealeamico dell’Associazione Collezionisti del Piatto del Buon Ricordo
L’Associazione Collezionisti dei Piatti del Buon Ricordo ha assegnato all’Hostaria di Bacco a Furore il premio Idealeamico. È la prima volta che un ristorante del Sud riceve questo ambito premio da parte dei collezionisti.

L’Associazione nel 1992 ha istituito una scheda da compilare a cura del Socio in occasione della sua partecipazione a pranzi personali o convivi nei locali aderenti all’Unione Ristoranti del Buon Ricordo.
Questa scheda è redatta in modo da poter esprimere un giudizio generale e completo sul locale visitato in tutte le sue componenti: ambiente, accoglienza, gradevolezza e presentazione dei piatti, vini, servizio, ecc.
Nei primi anni i riconoscimenti erano divisi per “Ristorante Ideale” in base al livello qualitativo e per “Ristorante Amico” in base alla familiarità del trattamento, successivamente dal 1997 si ritenne opportuno unificare questi premi in un unico "IDEALEAMICO".
Dal 2009 il premio è dedicato alla memoria di Marco Regge, socio fondatore, esperto collezionista e gastronomo, sottolineando in tal modo l'importanza che ha avuto nella vita dell'Associazione.

Hostaria di Bacco, alle origini di Slow Food in Campania

Hostaria Bacco, alle origini di Slow Food in Campania

di Francesca Faratro

La storia dell’ Hostaria Bacco parte da lontano, precisamente nel 1930 dopo l’apertura della strada, una delle più belle della Costiera Amalfitana, che da Agerola porta ad Amalfi passando per Conca.

Una tradizione o meglio ancora, una genuinità che denota una famiglia intera, quella di Raffaele Ferraioli e di sua moglie Erminia, i quali hanno fatto della bontà dei prodotti tipici e dei sapori autentici, le materie fondamentali per l’istruzione e l’educazione dei propri figli: Andrea, presidente della condotta Slow Food Costa d’Amalfi, Letizia responsabile del reparto camere di Bacco, Gianmaria titolare del ristorante “Il Riccio” di Manhattan e Domenico, responsabile di sale dell’Hostaria.


Generazioni, le loro, dedite al lavoro semplice e alla salvaguardia del territorio; gente che ogni giorno apre le porte del proprio ristorante non solo sul mare ma anche per il viandante che si ferma a Furore alla ricerca di un pasto magistrale presso un paese “che non c’è”, il luogo dei dipinti, il territorio che, abbagliato dal sole, custodisce i prodotti buoni.


Ma questo luogo è anche stato il primo riferimento di Slow Food: Vito Puglia, fondatore dell’associazione al Sud, con il supporto di Raffaele Ferraioli, ha avuto in questo covo tutte le intuizioni che adesso sembrano scontate ma che all’epoca, quando parlare di agricoltura era una cosa solo per specialisti, è stato un fatto assolutamente rivoluzionario. Il culto del bello, del buono, del giusto e del pulito è nato in questo albergo appollaiato sui tornanti più spettacolari della Costiera.


Erano gli anni ’40 quando ad occupare i tavoli del ristorante erano Federico Fellini ed Anna Magnani i quali, dopo le riprese del film “L’amore”, erano soliti cenare da Bacco e fare propri usanze e pietanze, tanto che un fiasco impagliato usato per servire il vino, è divenuto protagonista di una scena del film stesso.

Da quel giorno nulla è cambiato: ai fornelli c’è sempre Erminia, cuoca d’eccellenza, la quale mette in pratica i consigli di suo marito Raffaele, colui che nella vita non solo fa il ristoratore ma anche il sindaco, ormai da più di qualche mandato.

Raffaele è il padrone di casa; volteggia in sala come un vero Cicerone sa fare, intrattenendo i propri ospiti con aneddoti e pezzi di cultura, completando il viaggio enogastronomico fra storia e leggenda.

Lui che forse avrà udito la voce delle “janare furitane”, altrimenti non riusciremmo a spiegarci la sua infinita cultura che va dal sacro al profano ed è racchiusa nei suoi tanti libri.

Erminia invece è la sposa ideale, colei che si è sempre dedicata alla casa e alla cucina, custodendo le ricette di un tempo, tramandate di madre in figlia. Una donna che ha una storia ma anche un braccio destro validissimo: Pietro Cuomo, lo chef dell’Hostaria Bacco.

Insieme hanno messo su un duo che non smette mai di stupire, un binomio che riesce a compensarsi senza mai perdere l’equilibrio: Erminia è la tradizione, Pietro l’innovazione. Quel che ne esce è una cucina semplice in continua crescita e sperimentazione, dove tutto è fatto in casa, a partire dalla passata di pomodoro, al pane, alla pasta, arrivando fino ai liquori.

La cena che ci viene servita è ricca di storia e fatti, sapientemente spiegataci dal sindaco con pazienza ed estrema voglia di raccontare.

Erminia è una mamma, una zia, la nonna un po’ di tutti. Vederla in cucina, a pari passo con suo nipote Pietro, ti fa capire quanta passione ci sia nel suo lavoro e quanto ne trasmette a chi lavora con lei. Con costanza e tenacia ha fatto della sua passione per i fornelli, un mestiere che le ha permesso di girare il mondo. Si, perché da Bacco, ad assaggiare la cucina di Erminia, ci va il mondo, richiamato forse proprio da quegli abbracci e quei sorrisi, che solo una donna come lei sa trasmettere.

Emozioni che rivedi negli occhi dei suoi figli, nelle parole gioiose di suo marito Raffaele e di chi, una volta consumato un pasto presso la famiglia Ferraioli, a casa farà ritorno ma a Furore, avrà trovato una seconda dimora!

L’amore di questa famiglia, lo si avverte approdando al loro ristorante, lì dove smisurata è la valorizzazione di un territorio unico al mondo, come unico è il sentimento per la cucina e l’ospitalità.

Una questione di DNA potremmo aggiungere. Siamo da Bacco, e con questo, abbiamo detto tutto!

Il Mangiarozzo

C’è Costiera e Costiera. C’è quella incasinata, soffocata dal traffico, vipposa e unta di creme abbronzanti. C’è la Costiera dei falsi cocci, delle colature di alici osannate e non praticate, dei limoncelli finti e c’è la Costiera che vive ancora la sua identità di posto unico al mondo, popolato di pescatori, di artigiani, di gente che “a da passa ‘a nuttata”! Inutile che vi dica quale Costiera a me piace e incanta. Ci vado soprattutto nelle “morte stagioni”. E quando ci vado mi fiondo all’Hostaria di Bacco per avere fresca autenticità, saporita identità.
L’Hostaria di Bacco appartiene, fortunatamente per noi, alla schiera dei locali veri. Con queste premesse avete già capito che aprendo la carta troverete tutti piatti di tradizione. Li prepara con grande cura e soprattutto con vera cultura della tradizione e degli ingredienti una grande cuoca dalle mani d’oro: Erminia Cuomo ( anche patronesse ) che manda avanti tanto l’albergo quanto la tavola con eguale cordialità e professionalità.
Il menu, stagionale e per la parte del pescato legato com’è doveroso a quanto si riesce a reperire la mattina dai pescherecci, è importante.

Carlo Cambi, Il Mangiarozzo